VALERIA AMBI è un’artista poliedrica che vive e lavora a Sassuolo (MO).
Il suo interesse e la sensibilità per i problemi ambientali l’hanno portata ad avvicinarsi alla LAND ART creando SCULTURE ed INSTALLAZIONI per parchi e spazi naturali. Il suo non è solo un messaggio di salvaguardia ambientale, ma è anche espressione poetica e riscoperta di valori spirituali.
La sua curiosità la porta a studiare la natura per scoprirne forme nuove. Le piace sperimentare e cercare anche materiali non convenzionali. E’ difficile stabilire quali sono le tecniche che usa, perché sono sempre diverse e difficilmente classificabili. Ama il colore, ma può essere attratta dalla peculiarità di un materiale che potrebbe essere un piatto di plastica colorato, un filo o rottame di metallo, un legno particolare, sassi o vetri colorati. Per lei tutti i materiali sono idonei per essere “potenzialmente creativi e dare bellezza”. Le uniche costanti del suo lavoro sono la libertà nella sua ricerca creativa e la necessità di rinnovarsi. Per questo la sua produzione è così diversificata per forma e materiali. Una eccezione va fatta per la tecnica tradizionale del mosaico a tessere con cui l’artista ha rivestito alcune delle sue sculture. Realizza anche opere con materiali di scarto industriale e riciclato che si possono inserire nell’ordine della TRASH ART o Arte del RIUSO. La sua produzione è di difficile classificazione, perché s’inserisce in più ordini artistici che sfumano l’uno nell’altro; forse bisogna coniare termini nuovi per il suo lavoro.
Per spiegare meglio la sua personalità occorre trovare dei denominatori comuni, indagare nella sua poetica, capire la sua sensibilità e contraddizioni. Questa artista ama gli alberi,le piante le nuvole, il cielo ed il mare; le piace passeggiare nella natura. Ama la luce ed i colori. Il suo istinto la porta a guardarsi dentro e fare ciò che le fa bene come sperimentare, conoscere, divertirsi, cercare gioia e condividere tutto ciò con gl’altri. Come si muove creativamente? Come un bambino, possibilmente senza schemi: a volte è una sensazione, una nota musicale o una forma naturale che le piace come un corallo, una medusa che possono innescare la scintilla creativa. Oppure è già una forma interiorizzata, ma si trova latente dentro di lei. Osservando la natura ne apprende la complessità delle leggi che regolano le strutture naturali così belle e varie. E’ un percorso creativo che non si sa mai dove porterà.
VALERIA AMBI è arrivata poco alla volta ad interessarsi di SCULTURA ed INSTALLAZIONI, vincendo le sue paure. Le esperienze precedenti erano state pittorico materiche, ma sempre bidimensionali. Ha lavorato a lungo il vetro, perché era interessata al rapporto LUCE-COLORE. Tra le prime sculture troviamo delle lampade realizzate in vetro che possono definirsi LIGHT- SCULPURE.
La natura per lei va intesa come la “Grande Madre”, un’entità a cui fare riferimento costantemente, non solo per attingere energie nuove e riequilibrarci, ma per ritrovare il nostro senso, la centralità armonica con l’universo. Il suo è un approccio logico ed empatico con la natura, che può trascendere la realtà, per entrare più in profondità con lo spirito degli elementi per coglierne la grazia, la delicatezza o la potenza. Razionale ed irrazionale si fondono insieme.
Un altro elemento poetico che continua a stimolare la sua creatività sono le situazioni d’equilibrio instabile come le SCULTURE MOBILI che creano movimento. VALERIA AMBI ha creato diverse ART MOBILES. La leggerezza è un’altra loro caratteristica, essa per lei è un riferimento a cui tendere costantemente, forse perché s’interessa di spiritualità. Anche la materia delle sue opere si rende essenziale, scarna e le sue sculture diventano sempre più aeree e volanti. Appende le sue ART MOBILES ad un filo e lascia che siano mosse dall’aria o dal vento. Il movimento in scultura è dinamicità che crea situazioni sempre diverse e nuove, come la vita che non è mai statica, sempre dinamica.
Nella sua complessa personalità l’artista a volte è delicata e poetica mentre altre volte lascia emergere la sua forza e potenza vitale: lo fa soprattutto nell’uso liberatorio del colore. Le sue grandi SCULTURE –INSTALLAZIONI COLORATE ne sono una prova, nelle quali non teme nessun giudizio e dove usa generosamente vivaci colori, liberando tutta la sua energia.
Anche il rapporto LUCE-COLORE è un fondamento della sua ricerca, che ogni tanto riappare. La luce le piace molto sia da un punto di vista scientifico, emozionale e simbolico. La scomposizione della luce l’ha sempre affascinata e usa spesso i colori e le sfumature dell’arcobaleno. Nelle sue ultime opere realizzate con le bottiglie di plastica riciclate, ha ripreso questa ricerca in cui il colore s’accende per luce del sole, e s’irradia nei nostri occhi e menti donandoci gioia.

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